Sussurri e randellate

17 novembre 2009 Comunicazione, Politica locale

Nel circo politico-mediatico se ne vedono di tutti i colori, ma se capita (come purtroppo capita) che sussurri di buonsenso destino scandalo mentre sonore randellate passano sotto silenzio come se fossero la normalità, forse un campanello d’allarme dovrebbe squillare.

Un sussurro di buon senso
Alcuni giorni fa a un giornalista che mi ha chiesto cosa pensavo circa l’ipotesi di un accordo per la costruzione del nuovo stadio ho risposto che nel caso “sono fiducioso del fatto che la giunta ci coinvolgerà prima e non dopo eventuali accordi con la proprietà del Bologna”. Un sussurro di buon senso, appunto. Forse un’ovvietà. Ma allora perché tanto scalpore e poi una reazione così scomposta? Lo trovo francamente un po’ preoccupante…

Una randellata degna di miglior causa
Domenica un corsivo su Bologna 7 (inserto di Avvenire) se la prende con quei consiglieri comunali cattolici che tacciono “sul biotestamento, sul crocifisso e sulla finanziaria regionale che affossa la famiglia” e poi invece “si strappano le vesti perché non sono stati coinvolti dal sindaco nel progetto del nuovo stadio”. Siccome io ho espresso il mio pensiero con grande chiarezza sul biotestamento in Commissione consiliare e non vedo come la mia frase sullo stadio possa essere classificata alla voce “stracciarsi le vesti”, potrei cavarmela dicendo che il corsivo non si riferisce a me. Ma siccome amo la verità più della comodità, riconosco che è rivolto anche a me.

Bologna 7 ormai si ricorda di me e di qualche collega solo per rifilarci ogni tanto una razione di olio di ricino. Naturalmente non capita mai o quasi mai che ci chieda cosa pensiamo su un argomento, o che ci consenta di rispondere ad attacchi che peraltro sono di solito incongrui, faziosi e male argomentati. Mi sono stancato, caro Andrini, di telefonarti il lunedì per chiedere di rispondere. Ormai conosco a memoria la tua cortese risposta, ossia prendere tempo per chiedere istruzioni superiori. E conosco l’esito, cioè che il venerdì mi comunichi che purtroppo lo spazio su domenica non c’è.

Quindi, caro Andrini, siccome ormai conosco la musica, non sto a disturbarti. Se ci fosse un vero interesse per conoscere il mio pensiero, sono a tua disposizione. Se ci fosse qualche tema di competenza consiliare su cui pensi che io possa rendermi utile, ti ascolto volentieri. Se invece ciò che fa problema è che sono troppo affezionato all’esercizio del mio libero arbitrio, temo che su questo non ci sia nulla da fare: dovrete sopportarmi così. Sapendo che da parte mia non manca nè il rispetto nè l’affetto sincero per te e per chi ti fornisce istruzioni superiori. Affetto e rispetto nella consapevolezza della differenza dei ruoli e degli ambiti in cui siamo chiamati ad operare. Per me non arrivo a chiedere l’affetto, però un po’ di rispetto in più francamente non guasterebbe.

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