Destinazione PD

18 febbraio 2009 Partito Democratico

Un marziano che si collegasse via Internet ai siti online dei maggiori organi di informazione italiani in queste ore potrebbe pensare ad un errore di stampa nell’accostamento delle due principali notizie. Prendiamo ad esempio www.repubblica.it, e partiamo dal secondo titolo.

A Mills quattro anni e sei mesi – “Corruzione da 600mila dollari”
Il legale riconosciuto colpevole di aver preso soldi per dire il falso in processi in cui era imputato Berlusconi. Era alla sbarra in concorso proprio con il premier. Che però è fuori causa grazie al Lodo Alfano.
Segue un link ad un commento dal titolo esilarante: Chi ha corrotto David Mills?

In un paese “normale” basterebbe questo (o se preferite il miliardo e rotti sottratto ai contribuenti italiani sul caso Alitalia, oppure scegliete voi quale delle tante) per provocare un più o meno dignitoso ritiro a vita privata del Cavaliere. Insomma, a logica la prima notizia dovrebbero essere le sue dimissioni, sempre nell’ottica ingenua del marziano di cui sopra. Invece, sfortunatamente il primo titolo è:

L’addio di Veltroni: “Basta farsi del male” – Partito a pezzi, verso leadership provvisoria
Terremoto dopo il crollo alle elezioni in Sardegna. No del Coordinamento alle dimissioni, ma il leader: “Lascio per salvare il Pd”. Lo ha guidato per 16 mesi. A traghettare il partito al congresso di ottobre forse Franceschini. La sinistra radicale: “Bocciata la sua linea”.

Nelle analisi che in queste ore ognuno sarò portato a fare, cerchiamo di non trascurare il giusto stupore del marziano. Berlusconi fa cose da chiodi ma comunque vince le elezioni regionali sarde. La sentenza su Mills non lo impressiona neanche un po’, perchè chi continua a votarlo lo sapeva da prima e non cambierà idea per questo. Invece, è il PD ad essere nella bufera.

Tutti i nostri dirigenti che si pronunceranno nelle prossime ore cominceranno dicendo che non è in discussione il progetto. Ma la premessa, per quanto lodevole, non sarà di per sè sufficiente a scongiurare i rischi che stiamo correndo. Fra questi, lasciatemene citare uno, pericolosissimo: lasciarsi dettare l’agenda dai media (peraltro in grande maggioranza berlusconiani). Come abbiamo fatto nelle settimane scorse. Per capirci meglio, faccio un esempio.

Ho il massimo rispetto per la tragica vicenda umana di Eluana Englaro e della sua famiglia.
Trovo oscena la strumentalizzazione che Berlusconi ha fatto del caso ed il suo proditorio attacco al presidente Napolitano, attacco che abbiamo giustamente denunciato e combattuto.
Ma sul resto, quanti errori.
La politica che parla di un caso personale, invece di limitarsi ad affrontare il tema generale sul piano legislativo, come le competerebbe.
Una discussione su un argomento delicato sia dal punto di vista etico che tecnico (come considerare in un contesto del genere le tecniche di alimentazione artificiale), che dovrebbe vederci accostare al tema in punta di piedi e con grande rispetto, condotta da molti con lo stesso piglio e le teutoniche certezze di una discussione fra opposte tifoserie.
E infine, secondo me un errore grave, aver lasciato che un tema come questo diventasse quasi dirimente per l’identità del PD. Errore grave se non altro perchè cosa ce ne faremmo, nel caso, di una perfetta unitarietà nel PD sul tema? Se su regole elettorali e riforme istituzionali diciamo (giustamente) che occorre una condivisione ampia fra le varie forze parlamentari, crediamo che non debba essere lo stesso, a maggior ragione, su un tema pre-politico come il testamento biologico?

Non ho citato questa vicenda per entrare nel merito della discussione sul testamento biologico. L’ho fatto per dire che sarebbe un errore cedere alla tentazione di affermare, come stanno purtroppo dicendo in tanti, che il problema del PD è l’incapacità di assumere posizioni nette e definite su temi in realtà non dirimenti. Tolto il tema della collocazione europea, su cui in effetti occorre arrivare ad una decisione rapidamente, dobbiamo avere il coraggio di dire che l’identità del PD non è in gioco sul testamento biologico o sull’adesione ad una manifestazione della CGIL. Punto.

Cerchiamo di non cadere nel tranello di mettere al centro delle nostre discussioni, sotto dettatura di soggetti interessati a mettere i bastoni fra le ruote al progetto del PD, tutti e soli i temi che possono esercitare un riflesso condizionato, un richiamo implicito alle appartenenze del passato.

Preoccupiamoci piuttosto di decidere e di esibire che cosa caratterizza in positivo il PD, la novità di cui siamo o dovremmo essere portatori.
Cominciamo a scegliere noi l’agenda, senza lasciarcela dettare da chi è interessato a terminarci.
Proviamo per esempio a spiegare bene agli italiani cosa è successo sul tema Alitalia. Se proprio serve (l’ho scritto provocatoriamente sul mio status di facebook nei giorni scorsi, lo ripeto qui) promuoviamo piuttosto Alitalia a tema etico…

Perchè in realtà non abbiamo scelta: dobbiamo davvero costruire il PD.
Moltiplicare gli sforzi per raggiungere l’altra sponda del guado, ricordandoci che il porto sicuro (?) da cui siamo partiti ce lo siamo già bruciati alle spalle.
Ma proprio per questo, proviamo ad usare un po’ di intelligenza. Ora più che mai.

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