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Il PD non sarà l'ennesima occasione perduta

3 Settembre 2007 Partito Democratico

E’ un periodo caldo per il PD. Nei giorni scorsi sono andato alla Festa dell’Unità a sentire nell’ordine Franceschini, Fassino, Bersani e Veltroni: tutti davvero bravi. Sono tante le persone interessate. Tutti, più o meno, apprezzano le cose che sentono dire. Solo, si domandano: ma sarà questa la volta buona per rinnovare davvero la politica? O anche il PD sarà l’ennesima occasione perduta? Non è che alla fine saranno sempre i soliti noti a portare avanti la solita politica? La mia risposta è (come al solito) in tre punti.

Primo, il PD è comunque una conquista: come l’unità d’Italia, o la Repubblica. Non è detto che fatta l’unità d’Italia Vittorio Emanuele II sia stato il miglior re possibile, ma intanto l’Italia c’era anche per chi sarebbe venuto dopo. Idem per la Repubblica. Il PD è il partito per il nuovo secolo, la casa comune a lungo attesa da tantissimi elettori.

Secondo, le premesse per fare bene ci sono: ne discorsi dei leader (che hanno avuto aspetti per nulla banali e scontati, chi li ha ascoltati in questi giorni con una certa attenzione non può non essersene accorto), nella mobilitazione e nell’interesse delle persone, nei meccanismi che sono stati messi in moto (un’elezione aperta a tutti, una testa un voto), nel mescolamento che ormai procede in modo irresistibile, nell’aria di rinnovamento (quanto meno) generazionale che si respira.

Terzo, il resto del rinnovamento sarà da conquistare sul campo. Non credo a colpi di bacchetta magica. Certo, ci sono bravi da promuovere e scarsi che bisognerebbe rimandare in panchina. Ma se non si può pretendere che gli scarsi (e i dinosauri) lascino il campo spontaneamente, è illusorio anche pensare di poter procedere a colpi di spugna, sostituendo in blocco la classe dirigente: anche perchè scarsi e bravi ci sono non solo fra chi è in carica ma anche fra chi pretende, non sempre a ragione, di rappresentare il nuovo che avanza. Quindi abbiamo bisogno che il PD si attrezzi a dare ai suoi aderenti le informazioni e gli strumenti per giudicare, premiando chi ha meritato e retrocedendo chi invece ha operato male. Tutto qui. Vi pare poco?

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