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La Madonna piange

19 Giugno 2007 Politica locale

Faccio fatica anche a dirlo, e non chiedetemi di scriverlo: dire che quel titolo è offensivo è davvero dire poco. Chi crede, legge una cosa del genere e pensa che davvero la Madonna abbia motivo di piangere. Per tutti gli altri, basta sostituire la Madonna con la propria madre per poi fare tutte le considerazioni del caso.

Prima osservazione: ma come si fa a dire una cosa del genere? Spesso il male consiste nel cedere ad una tentazione, di per sé invitante, che però è meglio non assecondare. Ma qui è diverso! Per esempio, se mi dicono che qualcuno ha fatto indigestione di crema pasticcera, mi immedesimo: sarebbe una tentazione anche per me. Se mi parlano di una indigestione di porcini, visto che non mi piacciono i funghi, non mi immedesimo ma comprendo che ad altri possano piacere. Ma qui è come se mi dicessero che qualcuno ha fatto indigestione di letame: trovo la cosa, oltre che inaccettabile e disturbante, anche fuori da ogni senso.

Seconda osservazione: la polemica politica si nutre anche di questo, e infatti c’è chi ha iniziato a mettere in fila il caso del finanziamento al festival Gender Bender, la statuina di Moana nel presepe di Wolfango, le contestazioni davanti alla cattedrale e questo caso, per affermare che siamo di fronte ad un sentimento antireligioso addirittura da parte delle istituzioni. Si tratta di un’affermazione falsa, o per meglio dire (visto il tema) che non sta né in cielo né in terra, con un chiaro intento di strumentalizzare a fini elettorali cose molto diverse. Ma è proprio un danno culturale quello che si fa con questi paragoni. Una cosa sono questioni opinabili e discutibili, in cui magari non si è d’accordo ma si comprende che anche un punto di vista diverso dal proprio ha una propria rispettabilità. Altro è una protesta irrispettosa ma in cui la mancanza di rispetto è per l’appunto strumentale. Questo è un altro caso ancora: è un’offesa voluta, deliberata, è oltre, molto oltre, troppo oltre.

Terza osservazione: molti rappresentanti istituzionali ci sono rimasti davvero male, vedendo che avevano involontariamente contribuito a sostenere e patrocinare una cosa del genere, e giustamente si è provveduto immediatamente a stopparla. Non voglio prendermela direttamente col Presidente del quartiere San Vitale. Però è anche giusto riconoscere che qualche riflessione occorrerà pur farla. Qualche provvedimento bisognerà pur prenderlo. Alcuni orientamenti forse vanno, se non rivisti, almeno meglio calibrati. Perché una cosa del genere, sia chiaro, non deve più accadere.

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